Chi paga i festini di “Donne e Champagne” di Luca Zaia?

A chi dovesse pensare che il Presidente della Regione Luca Zaia facesse gli interessi del “popolo veneto” o della “Razza Piave” come direbbe in modo anche offensivo l’ex Presidente della Provincia Leonardo Muraro credo debba rivedere forse non tanto il progetto politico che non condivido, ma che potrebbe stare in piedi quanto almeno tutta la classe dirigente politica e non solo che lo conduce. Guardare in modo oggettivo a prescindere dall’appartenenza politica i risultati “concreti” di 25 anni di monopolio politico della Lega in Veneto; ovvero concretamente nulla. Un lungo buco per terra che doveva essere la Pedemontana che non ha più soldi né da Venezia né da Roma per essere conclusa. Le 12 Deleghe finanziarie per rendere parzialmente il Veneto simile ad una Regione a Statuto Speciale (cosa del tutto diversa dall’autonomia) il Governo Di Maio-Salvini non ne hanno ceduta una che fosse una. Un Veneto sempre più isolato ed emarginato dalla scena politica, economica e finanziaria. Il Mose, appalti, milioni di euro che spariscono nel nulla e come dice L’Espresso il sospetto di collusioni mafiose.

E intanto i veneti sudano e sputano sangue anche lavorando il sabato e la domenica. Il “disagio” socio-economico del bellunese e del rodigino è peggiorato.

Da cittadino (e non da suddito) veneto ho subito dei danni da un ceto politico che mentre vantava una “Primavera Veneta” e ne prometteva un riscatto sociale ed economico si trova nel turismo ad essere lo zimbello come nei film degli anni ’50 e ’60.

Eppure i soldi ci sono sia quelli che arrivano da Roma sia quelli che arrivano dalla UE.

Il cittadino ha molti diritti, anzi sembra abbia solo quelli, ma anche molti doveri in una democrazia. Ho fatto quindi le seguenti domande, domande fondate e a ragion veduta, ma nessuna risposta.

“Mi risulta quanto segue:

1 ) che il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia con l’abuso della indiscussa ed evidente autorità e di una condizione psicologica superiore come da Legge 66/1966 fa utilizzo per prestazioni sessuali retribuite di ordine di zoofilia della Signorina (***) che costituisce anche reato con reclusione oggi di anni 21 ma mi risulta di 19 anni all’epoca della sua “iniziazione”.

2 ) che il Signor Alessandro Biscaro della ditta Lubi strumenti musicali di Villorba (TV) pubblica detto materiale in internet senza nessuna forma di consenso da parte della Signorina (***)

3) che pur nella piena conoscenza dei fatti, immagino maggiore dello scrivente, l’Avv. Franco Botteon della Regione del Veneto non segnala i fatti, che l’Avv. Carlo Rapicavoli DG della Provincia di Treviso non segnala i fatti  – come del resto il DG dell’ASL2 Francesco Benazzi, il segretario dell’Ente Provincia Agostino Battaglia, la dottoressa Marina Zorzi dell’ASL2, il Presidente dell’ATER Luca Barattin e molti altri inadempienti nei loro Uffici.

4) non solo, che i predetti ostacolano in ogni modo anche “minaccioso” (immagino per dare copertura a Luca Zaia) come da allegata mail (***) chi come me si adopera non solo per “evitare il peggio” ma nel tentativo di stemperare conflitti e “ricatti” incrociati di tutti contro tutti in una situazione psico-sociale molto critica e aperta a qualsiasi esito anche “tragico” come già la cronaca riporta in donne adulte coinvolte in simili vicende.”

Domande ancora senza risposta.

(in foto i lavori fermi per la Pedemontana)

Tutte le sicurezze del Ministro Salvini

Il Ministro dell’Interno On. Matteo Salvini sembra avere saldamente in pugno l’Italia, il Parlamento (ancora ridotto a bivacco?) e metà Europa. E’ sicuro che il Senato non gli voterà contro per le presunte illegalità commesse, ironizza sui conti della UE, è convinto che si farà la TAV ed è convinto che il gigantesco scandalo sessuale Veneto  -che l’ATER del fedele Luca Barattin è costretto a “regalare” alloggi in cambio di complicità e silenzio –  con in testa i maggiori leader della Lega del Veneto, verrà messo a tacere. Ha anche in pugno la Magistratura tanto che il sequestro di persona diventa una “decisione politica”  – cosa inaudita se pensiamo al Aldo Moro.

Dal Consiglio Lombardo intanto pare esca un altro milione di euro che Maroni ha dovuto versare nelle casse della Lega.

Salvini ha ragione. Andrà esattamente tutto come dice lui piegando sia il Premier Conte che il Vice Di Maio.

Ma perché riesce a dettare le regole del gioco? Cos’ha in mano di così “scottante” da piegare metà Italia? Il Senato ovviamente lo sa ma a denti stretti dovrà impedirgli un regolare processo.

E i veneti stanno a guardare… la loro autonomia mancata, i loro soldi (forse) spariti e non a Roma e gli allegri party con “Donne e Champagne”.

Come la Lega di Zaia e Salvini ha rovinato e isolato il Veneto. Parte 4

Un Veneto che lavora, suda e manda giù di tutto come nella sua storia. Treviso è l’unica città a non essersi mai ribellata alla Serenessima. E’ la Treviso di Gentilini, Manildo e Conte che non sembra un Tridente da seria A. La Treviso di “Signori e Signore”  – e di Signorine. E dell’oscuro affare di Veneto Banca pagato con i miliardi di Roma ladrona. Luca Zaia la sgancia subitissimo e anche qui dice che non sa nulla e che non c’entra nulla. In Commissione Parlamentare solo l’On. Meloni che sembrava promettere molto, ma poi anche lei appiattita sulla menata degli extra chiede il nome dei veri responsabili e che siano indagati. Nulla.

Treviso è così: prendere o lasciare. Una Treviso “spartita” come una marmellata. Con tutte le sue diramazioni di potere e soldi come l’ ATER che non si capisce bene chi sia ma sembra il solito Barattin “Presidente di tutto” con nomina diretta di Luca Zaia (Con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 111 del 18/09/2018 è stato costituito il Consiglio di Amministrazione dell’A.T.E.R. di Treviso: Presidente: sig. Luca Barattin) ma che assegna alloggi senza un bando, senza una graduatoria a pregiudicati e persone ai servizi sociali. Così… uno passa… “we Barattin… mica c’hai un alloggio per me? Esco ora dall’hosteria…”. E questi assegnatari “fuori concorso” in cambio cosa danno? L’alloggio se lo meritano e se lo meritano tutto proprio perché ATER è anche ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) cioè rivolta alle fasce deboli. Ma questo è un altro paio di maniche rispetto a chi invoca “la legge e il manganello” nel rispetto della Legge. A chi esige che gli extra-comunitari di culture lontane e diverse rispettino le nostre leggi. Lo farebbero, o lo farebbero di più, se non capissero appena scesi dal barcone che in Italia uno fa quello che vuole. Quando leggono di un Salvini superinquisito che gli dice “o la la legge o affogate” credo ridano molto. E rideranno anche quelli in coda all’ATER respinti perché non c’è bando o concorso.

Un Luca Zaia in caduta libera costretto a fidarsi di persone che lo hanno già scaricato. Che oltre alla sua situazione difficile continuano a creargli problemi invece di risolverli. Compreso un DG dell’ASL2 Maglia Nera anche nella Giunta Mazzarolli della DC e che nessuno vuole né come medico né come manager. Gli arrivano non le secondi file, ma tutta spazzatura che da decenni va peregrinando come postulanti per un posto al Sole. Non manager o politici, ma rancorosi, livorosi e che fanno di tutto una questione personale smarginando fuori dalla legge. Tutte le frustrazioni dei decenni precedenti finalmente si sfogano… Nessuna visione ampia, completa e strategica da vero politico o manager. Roba da Cassa Peota.

Luca Zaia questo lo capisce ma ormai immagino (ho scritto “immagino”) sotto scacco e ricattato da tutti. Solo le Deleghe del Governo lo potevano mettere in corsa e lui ingenuamente se le aspettava dopo il Referendum del “popolo veneto”, ma la prima regola del Potere è quella di non frantumarsi in tanti piccoli pezzi e quindi indebolire se stesso. Mi ricorda don Martino de Leyva che ha ispirato la storia della Monaca di Monza, ovvero per evitare la frantumazione del suo principato decide di dare tutto al primogenito e di mettere in Convento suor Gertrude. Ma la Monaca ha scarsa vocazione e con Egidio ne combina…

Ecco ci sono. Presidente e DG come la Monaca di Monza… nessuna vocazione o preparazione ma solo puttanate…

in foto: a sinistra il Sindaco di Treviso Conte a destra Luca Barattin

(continua)

Come la Lega di Zaia e Salvini ha rovinato e isolato il Veneto. Parte 3

Il “miracolo veneto” arranca. La locomotiva del Nord Est sbuffa solo vapore… Il PIL è crollato come in tutta Italia ma la Lega, custode dei Forzieri, non ha saputo tutelare le lunghezze di vantaggio. I veneti con la solita scusa della crisi pagano a denti stretti, ma convinti nella imminente autonomia  – che non arriverà mai.

Luca Zaia cade in una delle trappole più vistose del PD e pure ride soddisfatto “che nemmeno io credevo così tanti voti”. Alle Regionali la sinistra candida una Moretti sicuramente perdente. Se andavo io facevo più voti. Renzi sceglie la “Maglia Nera” del PD. Inconsistente, incapace, sprovveduta, senza personalità politica. Incentra tutta la campagna elettorale su Galan del cui caso Zaia non poteva essere all’oscuro. La Moretti ha ragione ma non capisce le carte taroccate ad hoc che Zaia esibisce con i complimenti della Magistratura per aver collaborato. La Magistratura tace perché già ha inchieste aperte e fascicoli in cui il caso Galan sono solo monetine. Galan ha ragione nel dire che tutti rubavano, ma ci voleva un Capro Espiatorio. E se Zaia davvero non sapeva sarebbe una aggravante, come Vice Presidente, da spedire subito alla Bocciofila di Quartiere.

L’esito elettorale va come previsto dal Gotha cioè un vittoria bulgara del Presidente. Sorride incredulo e soddisfatto, ma gli sfugge l’inculata e cioè che adesso non ha nessuna scusa da poter imputare all’opposizione. Il Veneto è tutto nelle sue mani e lui Capotreno della Locomotiva. La Moretti tende una imboscata e va durante un periodo di malattia in India e si fa fotografare da tutti. La Lega ci casca di nuovo. Mostra a tutta l’opinione pubblica cosa fa l’opposizione regionale del PD e quindi ribadisce il suo pieno potere come unico Timoniere.

Tosi, informato dalla moglie Parlamentare, se la svigna. Resta a mani vuote, ma meglio così che in mani ammenettate. Muraro, successore di Zaia in Provincia passa gran parte del suo mandato a spasso con l’amante. Fanno anche un piccolo incidente in auto ma tutto viene coperto. Ma per ora lasciamo perdere le amanti di dirigenti, DG e politici. Folclore  – se non fosse che con i nostri soldi ci tocca pagare anche quelle. Un mattino di buon ora sulle scrivanie, immagino di tutti i dipendenti, un foglio. Muraro è l’amante di F.D. In un baleno passano camerieri a fare pulizia del biglietto. Muraro e gli altri possono fare quello che vogliono, ma fuori orario di lavoro e senza garantire corsie riservate alle loro simpatie che in poco tempo schizzano nella carriera come mai nei precedenti decenni.

Robe da marocchini senza offesa per una cultura diversa, ma rispetto alla quale la “Razza Piave” vanta una superiorità che non si vede. Salvini vanta le origini della cristianità italiana… da che Pulpito la Predica. E’ la Lega delle Ronde Padane che sul Terraglio con i cani segnavano il numero di targa dei clienti. Non tutti hanno la fortuna come in Provincia di Treviso di avere una segretaria, o Dirigente alla Magnolia o qualche impiegata da sventolare sotto il naso Graduatorie pubblicate e chiuse e poi riaperte per le Pupe dei Boss. Questo squalifica e svilisce tutti le lavoratrici oneste che hanno senso dello Stato di quella fatica del lavoro che mai NESSUN dirigente leghista ha mai svolto se non sui banchi parassitari di un Consiglio, Giunta o Parlamento. Concionano sul popolo veneto, i nostri soldi e le nostre fatiche e poi firmano con la loro penna d’Oro e blindati da leggi tanto da essere impuniti e al di sopra della legge che per primi dovrebbero, proprio come Stato, far valere.

Ma ad un certo punto a Luca Zaia vengono dei dubbi  – finalmente. Il più sveglio Maroni gli erano venuti molto prima ed di fatto esce dal gioco. Zaia inizia a capire che proprio Salvini sta facendo crollare tutto. Timidamente riprende il Capitano sullo scontro con la UE dichiarando che in caso di fabbisogno di Cassa quelli non tirano fuori 1 euro.

Salvini colpito da Sindrome del Messia sente che gli italiani hanno eletto lui per Salviniare l’Italia. Macerata “è comprensibile”, i barconi  – esito della NOSTRA globalizzazione e della destabilizzazione in quell’area – devono solo venire in giacca e cravatta. Non basta. “Invasato” o in “trance” chiude alcune porte alla UE e se la prende con la Francia aprendo una crisi Diplomatica con effetto Tessere del Domino. La Francia allarma che l’Europa è in pericolo e non pensa certo a Orban che sia pure a denti stretti ma ha acquisito le norme. Gli USA chiedono all’Italia un “Governo serio”.

Il Messia non sente ragioni e per evitare il peggio il Primo Ministro Conte e il Vice Di Maio sono costretti a coprirlo. Il sequestro di persona viene archiviato dalla Magistratura come “scelta politica insindacabile”. Allora, anche il sequestro Moro potrebbe essere archiviato come “scelta politica” perché il Parlamento ha scelto di non trattare con le BR?

Come dire… “è stato un sequestro politico”…?

(continua)

Come la Lega di Zaia e Salvini ha rovinato e isolato il Veneto. Parte 2

Il “Caso Manuncoop Scarl di Bologna”.

L’affidamento del “Global Service” così fu il nome del tempo, ma in sostanza “l’affidamento ad una cooperativa” consisteva nella manutenzione completa di tutti gli immobili di competenza della Provincia di Treviso: Carabinieri, forse qualche Villa ma poi venduta per pagare la “Regia dello Zar” ovvero la nuova sede della Provincia che iniziò con un progetto, credo esecutivo dell’arch. Follina con una spesa di circa 5 milioni, ma con il prezzo finale di 54 milioni di euro, 46 scuole e altro. Gli operai dipendenti della Provincia andarono progressivamente in pensione e quindi mai sostituiti. Costavano troppo, si disse, in malattia, tutela contrattuale e le solite puttanate MAI dimostrate. O meglio, la completa provvisorietà dei lavoratori delle cooperative costa senza dubbio meno, ma non possono godere di nessuna tutela (di fatto) dei diritti del lavoratore.

Fu fatto un Contratto tra la Provincia e Manutencoop di Bologna e come tutti i contratti furono anche stabilite delle penali “ragionevoli” che però non vennero mai applicate. Si tratta di una cifra enorme di penali che veniva “scontata” a Manutencoop. In cambio di cosa? Si tratta di due aziende e non di un gruppo di beneficenza. Perché non chiedere le penali e quindi far pagare al cittadino veneto le inadempienze della cooperativa. Vedremo alla fine di questa storia cursoria, che il Veneto e i veneti MAI come con la Lega sono stati sfavoriti e probabilmente derubati. La Lega nel Veneto non ha mai fatto gli interessi del popolo veneto, ma garantito privilegi, soldi e potere alla Lega stessa. La stessa Pedemontana resterà un lungo buco scavato sul suolo a testimoniare un flop politico storico. La Regione ha finito i soldi e Roma ladrona anche. Come finire i lavori? Il Veneto della “Balena Bianca” a Roma non solo aveva espresso qualche figura politica importante, ma se ne teneva in grande considerazione nel Parlamento. Oggi, dopo decenni di Lega, il Veneto è isolato. Le 12 deleghe promesse al Presidente Zaia per una sorta di “autonomia veneta” il Consiglio dei Ministri le ha respinte nonostante quasi metà Dicasteri della Lega. Un tuonante Zaia dichiarò che senza deleghe si dimetteva dopo 5 minuti, eppure è ancora in sella ad un ronzino sulla via Europea che più che una promozione sembra una “fuga”. E da chi? Chi lo tiene in pugno da scivolare lentamente nel silenzio sulla via di Bruxelles? Nella Treviso bene si vocifera di uno scandalo a luci rosse che non deve mai uscire. E perché? Ha fatto a pezzi una donna e messa in congelatore? O come in questa scena di Fargo dei Fratelli Coen:

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Non credo assolutamente. Figuriamoci… Scena non certo nello stile del Nostro. E quindi? E quindi immagino nulla. Si sa com’è Treviso… chiacchierona e maliziosa…

Ma lasciamo perdere gli aspetti folcloristici e ritorniamo nelle tasche dei veneti che lavorano, sudano e ci lasciano anche la pelle sul lavoro.

Dopo l’appalto Global Service ci fu l’appalto per la fornitura di calore, ovvero caldaie di tutti gli immobili e credo anche carburante. Anche qui una cifra enorme. E invece non se ne fece nulla e il servizio di fornitura del calore fu “esteso” a Manutencoop con la motivazione che già conosceva gli impianti e le sedi. Un ovvio pretesto perché Treviso non è Città del Messico e con i telefonini tempo una settimana individui le sedi di circa 50 immobili, molti dei quali peraltro attigui.

Ci sarà stato un contratto o una modifica del precedente, immagino anche qui delle penali ma non mi è noto se applicate o meno.

Un volume di soldi enorme e “scontati”  -ovvero sconti pagati dai veneti costretti quindi a pagare due volte: Roma e Venezia.

Alla fine Manutencoop cessò ma riappare con un appalto simile a Roma in “Mafia Capitale”. Questo Il Messaggero su l’affare Manutencoop di Roma e Carminati.

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In tutto l’arco di tempo di Manutencoop c’era sempre come assessore dei lavori pubblici Ubaldo Fanton. Ragioniere Capo e dirigente della Contabilità Masobello, con Assessore al Bilancio Noemi Zanette, titolare di un profumeria a Montebelluna e il Segretario Generale De Martin. Il Segretario Generale ha la responsabilità della “legittimità dell’atto”, ovvero se dichiarare l’atto amministrativo conforme alla legge o viziato.

(continua)

Come la Lega di Zaia e Salvini ha rovinato e isolato il Veneto. Parte 1

Di settimana in settimana il settimana l’Espresso pubblica inchieste sul malaffare della Lega di Salvini e Luca Zaia. La manifestazione di ieri a Milano con 200 mila presenze contro la politica violenta della Lega un po’ sorprende perché Milano è la roccaforte della Lega con un Bossi della prima ora e un Formentini Sindaco. L’idea politica di Bossi era condivisibile, o almeno io la condividevo, cioè un’Italia Federale riconoscendo di fatto realtà socio-economiche diverse. La Lombardia è lontana milioni di anni dalla Sicilia di Pisacane. La diversità non significa superiorità, ma appunto, solo diversità. A è diverso da B.

Con il tempo è sfumata del tutto la diversità che è diventata per il Nord una sorta di superiorità, ma i veri motivi non sono mai stati detti perché non ci sono. Potrebbe essere il PIL ma scorporando il dato all’apparato industriale del Nord, quello che resta dopo la Lega, il turismo al CentroSud non è molto sotto.

Roma è sempre stata ladrona, eppure da decenni ha Ministri della Lega e anche con dicasteri importanti come quello dell’Interno. Adesso, nella stessa Roma ladrona di un tempo, c’è una coalizione di Governo con la Lega ago della bilancia.

Ma subito dopo un progetto politico tutto è naufragato nel ridicolo con l’Ampolla del Po, raduni tristi a Ponte di Legno e i Serenissimi con una specie di Golpe a Venezia su carri armati di cartone. Credo siano anche stati condannati invece di rimandarli all’Asilo a giocare con le macchinine finte.

Poi un Astro nascente nel nome di Luca Zaia. In pochi mesi silurò un ottimo Presidente della Provincia, Mazzonetto, è da Assessore all’agricoltura in pochi mesi fu Presidente della Provincia di Treviso. Subito una “epurazione” cruciale cioè il dirigente e l’assessore di reparto cioè l’ing. Sandro Camillo e l’imprenditore di Castelfranco V.to Battocchio. Epurazione “sospetta” perché Sandro Camillo conosceva edilizia e strade mattone su mattone, via su vicolo. Bravo anche nel tenere unita una squadra dei LLPP compresi circa 50 operai dipendenti dell’Ente, ma poi un po’ alla volta sostituiti da un Global Service, cioè di un affidamento esterno ad un ditta con un appalto sopra soglia comunitaria. L’appalto fu vinto e prorogato mille volte e esteso anche alla fornitura di calore, cioè alla manutenzione degli impianti e delle forniture di carburante per il riscaldamento di 46 scuole nel frattempo passate di competenza edilizia alle Provincie. L’appalto fu aggiudicato alla ditta Manutencoop di Bologna che mi pare abbia qualche “fastidio” a Roma.

Ma perché Zaia se la prese subito con Camillo? Perché un calcio in culo a chi aveva da decenni il timone in mano comprese relazioni di lavoro vecchie e consolidate? Perché mandare via Camillo per sostituirlo con un dirigente da Conegliano senza dubbio bravo, ma che partiva da zero? Sarebbe come nel calcio mandare via un Ct esperto per mettere al suo posto un Pulcino della Parrocchia.

Non è strano perché 3/4 del Bilancio e dei soldi della Provincia gira tutto intorno ai lavori pubblici. Il resto solo briciole sulle quali peraltro difficile giocare. Milioni di euro.

All’assessore Battocchio fu dato il referato ad un opaco Ubaldo Fanton da anni fuori dalla Provincia di Treviso e mi pare nel veneziano a Quarto d’Altino. Aveva fatto bene il suo lavoro, ma adesso era prudente allontanarlo.

E’ bene precisare che l’assessore è il responsabile delle scelte politiche, con la Giunta, e i Dirigenti tecnici che concretizzano materialmente le indicazioni politiche. Un esempio: l’Assessore decide di investire 10 milioni sulle scuole. Dà indicazioni di massima, ma poi i 10 milioni vengono organizzati in interventi decisi dal Dirigente. Sono, o dovrebbero, essere due ambiti del tutto distinti, ma appare ovvio che l’assessore ha carta bianca e il dirigente se vuole restare tale o semplicemente restare (molti sono a contratto e non vincitori di concorso) deve solo fare e stare zitto. E’ comprensibile. Dire di “no” ad un assessore vuol dire forse perdere il posto ed avere un “marchio” che nessuno ti vuole.

in foto Ubaldo Fanton

(continua)

Il desiderio puro e il desiderio etico

Le forme del desiderio sono moltissime e il desiderio sessuale è una delle tante forme in cui si esprime il desiderio. Come spesso accade per un fatto di “economia mentale” (E. Mach) non possiamo ogni giorno chiederci quale delle forme vogliamo esprimere e quindi il desiderio sessuale è diventata la forma principale.

Una delle tante forme è anche quella del desiderio di morte che per molti analisti è anche espressa come “desiderio puro”. Finiamo il ragionamento senza cedere a conclusioni affrettate cercando anche di vedere se si tratta davvero di un desiderio puro.

Antigone ma potremo esemplificare con altre figure meno epiche.

Ha davanti a sé due scelte: quella del suo desiderio cioè di dare sepoltura al fratello sapendo che andando contro le Leggi della città sarà sepolta viva, oppure osservare le Leggi della città, non dare sepoltura al fratello ma restare in vita. Ascolta il suo vero desiderio cioè quello di dare sepoltura a Polinice  -che il Re aveva dichiarato traditore e quindi non degno di sepoltura –  andando incontro alla sua morte. In Antigone non c’è nessuna mediazione. O il desiderio o le Leggi, o la sua morte o la negazione del suo desiderio. Il desiderio diventa “puro” perché non è desiderio dell’altro, ma il desiderio in sé. Sto parlando di un caso limite e di una eroina greca. Spesso solo spingendo e forzando il ragionamento fino alle sue conseguenze estreme riusciamo ad ottenere un qualche risultato.

Potrei fare mille ragionamenti sulla capacità di mediazione o sintesi tra le due polarità, ma porterebbero solo fuori strada l’intero ragionamento.

Possiamo attribuire delle colpe ad Antigone per aver seguito solo il suo desiderio? Sembra di no e gli analisti stessi spesso incoraggiano di seguire il nostro vero desiderio. L’analista cerca di spogliare nel paziente tutte le “sovrastrutture” culturali, sociali e per arrivare a far emergere il desiderio vero, ma la psicanalisi  -direbbe Lacan-  Non è una “religione del desiderio” e non lo è per almeno due motivi. Il primo per l’impossibilità ontologica di esprimere del tutto il desiderio e il secondo perché il desideri privo di etica diventa angoscia, perdita, lutto.

La psicanalisi incoraggia il nostro desiderio, ma affinché non sia un desiderio che si perda nell’impossibilità di realizzarsi pienamente o non scivoli nella compulsione ci avverte che deve avere un legame etico non solo nella struttura bene/male ma soprattutto nella struttura di un’azione (l’etica inerisce l’azione) che permetta al desiderio di potersi esprimere fin dove è possibile, goderne della possibilità anche se non “pura” ma orientato verso la sua massima espressione senza perdersi nell’ossessione, nella compulsione, nell’angoscia o nel nichilismo.

Il desiderio che si esprime solo come desiderio, posto che sia possibile, è destinato alla sconfitta. A nuocere. All’angoscia. A lasciare quell’amarezza in bocca al mattino che è perdita e impossibilità del desiderio. A diventare senso di colpa. A porsi mille domande. Mille dubbi. Un Antigone moderna che non ha né realizzato il proprio desiderio né seguito le Leggi di Creonte.

Un desiderio che non può essere  – né vicinanza né distacco.