Aiutiamoli a casa loro

Per impedire o rendere fisiologico i flussi migratori spesso alcuni hanno detto, ma senza crederci troppo, “aiutiamoli a casa loro”.

Ieri ho sentito il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump con il quale anche con lui da “anarco-dadaista” non ho nulla da condividere che nel caso della bimba con la mamma (il mio inglese è modesto e non ci giurerei di aver capito bene) che dopo essersi attivato per 20 giorni non era possibile una accoglienza clandestina. E’ il medesimo discorso di molti Capi di Stato o Ministri. Difficile dire che questo ragionamento possa stare in piedi o meno, ma il “problema” esiste e sarà davvero importante nei prossimi anni e decenni. Nessun Muro e nessuna frontiera può fermare la Storia. Ha provato anche l’URSS a piegare le leggi dell’economia e della Storia ma ha fallito nella più bieca povertà, dove anche il burro o il latte, erano introvabili.

L’astio contro di noi Occidentali aumenta di ora in ora fino all’odio puro e senza senso delle Due Torri o di ciechi attacchi dell’ISIS su cittadini che passeggiano con i bimbi.

La natalità in Occidente è a zero se non negativa. Un popolo ormai di anziani e i giovani cercano lavoro dove possono e l’emigrazione italiana e anche veneta ha raggiunto quasi a pareggiare quella islamica.

Puttin rende l’omosessualità fuori legge fino alla maggiore età per cercare di stimolare le nascite. Follia.

Certo, non è uno scenari prossimo, ma nemmeno con tempi geologici.

Aiutarli a casa loro, ma aiutarli davvero senza fare propaganda, forse è anche più economico di Centri di Accoglienza che sono solo un buon affare per cooperative già ampiamente inquisite anche con collegamenti mafiosi o l’estrema destra di Carminati.

Già alcune Regioni italiane, analogamente, hanno capito che aiutare i malati a casa loro costa meno di un cronicario.

E quando l’economia diventa anche risorsa per la vita e la qualità per la vita allora rifonda se stessa e il suo senso di esistere originario.

L’economia nasce come conciliazione tra denaro e qualità della vita. Oggi è solo ragioneria che conta entrate e uscite con i risultati economici che tutti vediamo.

Occidente, dove tramonta (il Sole)

Sull’ Europa leggo di tutto e tutte proposte in assoluta buona fede quanto di un assoluto senso di impotenza. Predomina l’idea di cambiarla, ma nessuno fa una proposta concreta in termini geopolitici, economici e di forma costituzionale. Alcuni dicono che grazie all’Europa hanno visto un buco nero. Tutti consapevoli che ormai l’Europa è una strada senza ritorno e che la “Federazione Europea” è stato solo un buon affare per ricapitalizzare gratis le banche. Altri da Londra dicono che sta crollando tutto… A me non pare che i cittadini londinesi stiano crollando… Hanno capito che gattopardiano che “tutto cambia per restare sempre uguale” è l’unica regola importante. E lo hanno capito anche gli ingenui anarchici come me, figli di un Nestor Machno trucidato con la sua intera comunità in Ucraina proprio da Stalin. Ma nella vita bisogna avere un Sogno per arrivare a far notte  – anche se è un sogno ingenuo e adolescenziale.

Il destino dell’Europa credo (credo) sia proprio nel suo tramonto verso Occidente.

L’Europa può solo fare un salto enorme, ma non credo abbia alternative. Abbiamo sempre cercato, con decine o centinaia di guerre e da ultimo con due Guerre Mondiali, il dominio, la forza, l’imposizione, il primato della nostra civiltà sugli altri popoli. Ma l’esito di questa nostro volontà di dominio, o “volontà di potenza” come direbbe Nietzsche, è stato esattamente contrario. Flussi sempre più importanti di “barbari” arrivano da noi e analogamente al Muro di Berlino del ’61 dobbiamo difenderci con nuovi muri come l’Ungheria o in modo spietato con un ping-pong di barconi che prima o poi dobbiamo accogliere. Sullo sfondo il fanatismo arabo dell’ISIS come punta armata di un mondo arabo il quale ci vede con sempre maggiore ostilità. Resiste solo Israele ma perché lo vuole la lobby ebraica in USA. E il Presidente Trump non può che sostenere, forse anche controvoglia, l’ultimo baluardo occidentale di difesa.

Regaliamo tutto alla Cina pur di restare a galla ancora per un po’ alla Barra di comando, ma i nuovi Paesi emergenti tra non molto dislocheranno le loro fabbriche in Europa infilandoci in garage a cucire cloni italiani venduti a buon prezzo in Cina. Scenario estremo, ma possibile.

L’Europa potrà reagire nel solito modo cioè con armi micidiali che solo noi abbiamo. Questa però sarebbe una guerra “escatologica”.

L’Europa può invece trovare proprio nel suo declino verso il tramonto quello che non è mai stata, cioè non più il dominio con le armi ma il nuovo motore storico fatto di “relazioni con l’altro”. Essere un crocevia di popoli e nazioni ai quali dare la più alta forma culturale sino ad ora mai esistita altrove nel mondo. Una civiltà che ha superato recinti e steccati di pregiudizi culturali soprattutto nei diritti civili come le donne e i gay, giusto per fare un esempio, dove in altre culture hanno ancora il carcere o la Forca. Solo una “supereuropa”, una “oltre europa” può fare il salto e svuotarci dalla “volontà di potenza” che oggi non potrebbe più reggere  – i riferimenti a Nietzsche mi sembrano evidenti.

E magari, chissà, arrivare alla punta più alta della storia dell’uomo cioè di realizzare che siamo “gettati nel mondo” e che siamo “Esserci per la morte” come direbbe Heidegger. Ovvero superare e assumere come “naturale” l’angoscia della morte causa di tutti i nostri mali e della nostra infelicità.

Non è una sfida di poco conto, ma è l’unica reale in cui da subito l’Europa può ritrovare di nuovo la sua centralità.

Certo, possiamo ancora trascinarci avanti, e forse per alcuni anni, con conti, bilanci, direttive, austerità e una falsa e ipocrita unità, ma prima o poi dovremo chiudere un capitolo glorioso, ma aprirne un altro di ancora più glorioso e che non sia crescita economica ma progresso umano.

παραβολές και καταστροφές

 

Cambiare politici o cambiare politica?

La macchina elettorale sembra già patita. Come sempre le solite accuse incrociate. Il Partito Democratico ovvero una rivisitazione, ma con leader diversi, dei Dorotei della DC accusa il Governo attuale che adesso la recessione la dobbiamo pagare noi. Il Governo di Di Maio e Salvini, accusano il PD di aver eredito una situazione disastrosa. Chissà… forse hanno ragione entrambi, ma forse il punto non è il battibeccare sui Banchi del Parlamento in recriminazioni  – anche perché ad ogni tornata elettorale è SEMPRE così.

Ho guardato la lista dei Ministri del Governo Conte. Non conosco nessuno. Posso solo dire con ampi margini di ragionevolezza di questi Ministri e di quelli che li hanno preceduti che hanno le mani “sporche di sangue”  – parlo in senso politico e non criminale.

Tutti Ministri che si svegliano al mattino con una responsabilità enorme di vite umane che io non mi sognerei mai di averne il coraggio. Un loro Decreto o Legge si ripercuote su milioni di famiglie, padre, madre e figli costretti alla meno peggio di arrivare a fine mese. E se i soldi non bastano le tensioni non di rado diventano un disagio anche in forma violenta. E’ una “microviolenza” ma pur sempre sulla soglia della vera violenza.

Prendiamo un Ministro a caso. Non ho idea chi sia, ma è un esempio. Il Ministro delle Infrastrutture, o della Scuola. Dal risveglio del mattino fino alla sera prima di coricarsi quanti morti ha nella coscienza? Molti. Ne è consapevole? Non credo. Ne è la causa? In parte sì, anche se involontaria anche se ha fatte delle leggi che puntano al risparmio economico e ad una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica.

Non avrei mai il coraggio di fare il Ministro.

Nell’esempio dei due Dicasteri, morti sul lavoro o invalidi del lavoro permanenti. Nel caso della scuola il disagio giovanile dei cosiddetti “suicidi casuali” in un sistema scolastico che non forma la persona rimandando poi all’università un vero mestiere, ma molto spesso punitivo, di pagelle, pagelline, assenze e genitori che sgambettano su e giù a porre rimedio o fare peggio perché sono gli stessi genitori di quelle famiglie disagiate che non possono occuparsi di pedagogia o psicologia, ma solo “sedare” i figli con un Tablet o una PlayStation. Gioventù bruciata (?).

Se questi Ministri, o quelli che verranno dopo di loro o quelli che sono venuti prima non maturano la consapevolezza- come del resto l’intero Parlamento –  che la loro azione politica ha un impatto diretto o indiretto su milioni di persone, la loro qualità della vita, la loro serenità, il loro futuro è inutile votare e cambiare lista dei Ministri. Sarebbe la stessa cosa. Si sono assunti importanti “responsabilità” non di Governo ma sulla vita di milioni di persone. Ne abbiano consapevolezza che la “Casta” non è tale per pochi soldi in più che nel Bilancio dello Stato incide del 2% ma perché hanno ridotto il Parlamento in un bivacco e che il potere che hanno è utile a compensare le loro fragilità personalità e non quelle degli italiani. Il “potere non logora” mai se diventa un ansiolitico o un antidepressivo per tirare notte. Come tutti noi, ma io al mattino sono responsabile di un ristretto gruppo di amici e di averne Cura di loro.

Non vi è dubbio che muoversi in uno stagno si provocano delle inevitabili onde, ma almeno la prudenza la cautela che le onde dello stagno (putride) non travolgano persone già esauste dai tempi che hanno rovesciato il Mondo.

Perché elezioni anticipate? Per un pugno di voti in più o in meno e i soliti Ministri “irresponsabili”?

Questi, questi Ministri, vanno benissimo se cambiano gli occhiali con lenti deformate e iniziano a vedere il loro mandato non come “privilegio” ma come enorme “responsabilità”.

Questi Ministri eccetto il Ministro dell’Interno Matteo Salvini che stra trascinando giù non solo il Governo di Conte, ma l’intero Paese. Un Ministro dell’Interno che per natura deve garantire l’Ordine pubblico è il più inquisito e processato da metà magistratura.