Evviva la politica

Difficile trovare entusiasmi oggi per la politica, eppure resta quanto di più geniale e interessante l’uomo abbia inventato. Senza la politica nessuna civiltà si sarebbe sviluppata e l’Occidente deve molto, o forse tutto, alla politica. Abituati ai teatrini della politica, alla corruzione, alla violenza verbale e di piazza, a un posto di lavoro come un qualsiasi altro, ci prende una nausea da rifiutarla completamente, oppure il bisogno di provare scorciatoie autoritarie che mettano tutto in ordine e che facciano chiarezza. Storicamente nei momenti di debolezza, di attacco alle istituzioni e alla politica stessa, si sono verificate (Weimar insegna) svolte totalitarie o autoritarie, ma proprio queste svolte apparentemente risolutive, hanno costituito il peggio del caos, del disordine e della conflittualità sino ad arrivare a due guerre mondiali proprio a partire dal cuore della civiltà europea.

La tentazione dei “pieni poteri” è sempre dietro l’angolo ed è la tentazione di chi è confuso, debole e allo sbando. E la violenza della società di oggi ha cattivi maestri proprio in chi sostiene “ordine e pulizia” che in tutte le circostanze storiche ha significato “disordine e polizia”. Quella che sembra una scorciatoia adatta a menti deboli e confuse non sa affrontare le complessità della vita, della società e delle relazioni internazionali. La loro semplicità in poche formule ripetute come una mantra non semplifica. L’apparato intellettuale, culturale e politico dei “pieni poteri” o delle manifestazioni di Dresda, piuttosto che del Senatore italiano Segre di origini ebraiche, è troppo modesto per una complessità che richiede statisti di alto livello e comprovate capacità di mediazione politica oltre che nella pazienza di organizzare forme di alleanze politiche all’altezza di una situazione complicata e apparentemente senza vie d’uscita.

Dietro ai “pieni poteri” c’è la convinzione che 1+1 faccia sempre 2 salvo poi scoprire che un tale pensiero rozzo altro non sia che l’anticamera di clamorosi flop e autogoal. “Uno più uno farebbe due” direbbe Platone che ben aveva distinto la semplicità degli enti matematici dalla società aperta, democratica e di giustizia sociale.

La “fisica sociale” di Comte nasce già con il vizio di voler imbrigliare la mente umana dentro a categorie definite e quindi prevedibili, ma senza tener conto che la fantasia della mente umana sprigiona intelligenza che nessuna formula potrebbe mai spiegare.

La politica è una cosa seria che non può appartenere a chi agita come mantra formule semplicistiche in un ciclo ossessivo di razzismo-migranti-ordine-legge-e-manganello.