Dove la sinistra perde…

Il caso del senatore Liliana Segre è solo l’ultimo di una serie di atti provocatori e di violenza che la destra mostra come progetto politico autoritario, razzista e illiberale.

Il caso di Segre risulta ancora più grave perché stiamo parlando dell’Olocausto cioè di un capitolo della storia dell’uomo che tutti vorremmo chiuso ma che in realtà ci troviamo sempre dietro la porta di un qualche partito neonazista o neofascista. Non si tratta del solito razzismo da bar ma questo implica la storia e anche la storia più cupa dell’Europa cioè quello della eliminazione studiata a tavolino degli ebrei.

È un atto che ha un valore molto diverso dalle piazzate contro gli scafisti seppure anche quelle sono vicende molto dolorose.

In tutta Europa la destra, l’estrema destra, la destra neofascista e neonazista, avanzano nei paesi più importanti della comunità europea. La destra avanza in Italia, in Francia, in Spagna, in Germania, in Austria, in Ungheria, in Grecia e in Polonia. Sono tutti paesi in cui la sinistra ha governato per decenni o per tempi molto lunghi ma dove i problemi più radicali di democrazia e di giustizia sociale non sono stati risolti o come nel caso dell’Italia esacerbati, acutizzati. La sinistra ha sempre detto “se potessimo governare noi…” ma in realtà laddove ha governato e stato ovunque una politica ingiusta e contro il ceto che tradizionalmente la sinistra dovrebbe difendere e avere anche come riferimento politico ed elettorale, cioè il ceto medio-basso. In Italia il governo Renzi dopo il patto con Berlusconi del Nazareno ha fatto passare cose che nessun partito precedentemente di centro destra e di destra si era mai permesso di andare a toccare.

Non deve quindi stupire se in Italia la destra è avanzata e le persone danno fiducia elettorale alla destra. Di fronte allo sfacelo che la sinistra ha provocato è ragionevole pensare che l’elettore voglia tentare una strada alternativa alla sinistra che ha tradito i propri valori, principi e ideali.

Questo non significa che la scelta dell’elettore sia ponderata e razionale ma significa che è comprensibile nel malessere del tessuto sociale ormai sfilacciato fino al punto della rottura tentare vie diverse.

Il sistema democratico è fragile per sua natura proprio perché è un sistema liberale e con ciò ha fatto crescere nel proprio seno quanto di peggio si potesse immaginare in questo paese. Il sistema democratico non poteva dimostrarsi vessatorio e discriminatorio di fronte a certi partiti politici che pur operando democraticamente nello stesso tempo dimostravano di avere propositi autoritari razzisti e i illiberali. Un sistema democratico non può dichiarare fuorilegge un partito di destra semplicemente perché è di destra fintanto che si muove sui binari della democrazia e non può nemmeno dichiararlo fuorilegge pur sapendo che si sta consolidando per diventare un partito antidemocratico e autoritario.

Il caos è il prezzo della democrazia.