La libidine di potere del Pd

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Difficile dire ad un partito governativo come il Pd di stare fuori dal Governo e di rinunciare a potere e poltrone. Renzi di cui ancora gli italiani si stanno leccando le ferite abituato al Palazzo (fuori dal Palazzo non è nessuno) non poteva che rompere il Pd sino alla minaccia concreta di una scissione pur di avere di nuovo le mani sulle leve. Il fronte filo-governativo nel Pd si sta espandendo e nella conferenza stampa che tra poco Renzi terrà – me lo aspetto – una delle sue capriole, e capriole del Pd, per annunciare un Governo di salute pubblica-istituzionale-legislatura-salvezza nazionale e un sacco di altre puttanate tipiche della sinistra di Governo e del suo popolo spaventato, alle corde, sbandato, confuso e guidato da una classe dirigente di Don Abbondio  – questo Governo s’ha da fare, ora o mai più.

L’ennesima tragedia della sinistra si sta per consumare in una coalizione Pd-M5S che Grillo (adesso) invoca ma che rifiutò quando in tempi migliori e non sospetti lo propose Bersani.

La Conversione dell’Inominabile dovrà quindi ancora aspettare e dietro le fila, sobillato e sostenuto da milioni di euro russi per destabilizzare l’Italia, continuerà nel suo squadrismo ideologico (“pieni poteri” è un frasario che ricorda tempi di buio, lacrime e sangue) trovando (che culo!) qualcuno che gli sistema i conti economici nel disastro che ha combinato da 8 settembre.