Ahi serva Italia

A chi non verrebbe in mente di citare Dante sulla situazione politica italiana e chi non la riterrebbe un’analogia legittima estenderlo almeno agli ultimi 20 anni?

“Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!”

(Purgatorio Canto VI, Dante)

Italia serva dei politici e dall’odio che direttamente o indirettamente viene da loro disseminato. Odio che si diffonde non solo verso le OMG che ci ha pochi giorni fa inimicato Francia e Germania, ma l’odio tra la gente, nelle famiglie, nelle relazioni di una società sempre più violenta. L’Europa ha popoli depressi, tristi che “tirano a campare” come ha detto Scalfari su un Fondo di Repubblica. Persone che si barcamenano per tirare a fine mese come possono e giovani senza un futuro per il quale studiare, lavorare e impegnarsi.

Abbiamo il nocchiere, ma tra chi non ha personalità politica, o chi alza il gomito di Vodka, è sempre la solita menata. Se inverti i fattori, si direbbe in matematica, il prodotto non cambia. Il Governo del Cambiamento ci ha isolato in Europa e creato inimicizia con tutti. Sulle Deleghe alle Regioni lo stesso partito autonomista ha votato contro. Il cambiamento non si è visto, ma sembra il solito siparietto all’italiana che di volta in volta sorprende qualcuno con le mani nella marmellata.

Sepolto Borrelli ci si chiede perché abbia fatto tanto per lasciare tutto peggio di prima. Ormai solo dei folli potrebbero ricostituire un altro “Pool di Mani Pulite”. Anche la giustizia tira a campare e si barcamena in una sorta di cerchiobottismo.

Eppure il  mare non è in tempesta, ma moderatamente mosso.

Eppure un’ Italia che non è, né donna di provincia, né di bordello. Semmai un’Italia di “Signori e Signore” con una doppia morale che va dal Vaticano ai barconi con un ping-pong di costa in costa. I cattolicissimi italiani hanno figli di un Dio minore dove esultare se sbarcano altrove e il più lontano possibile  – o se proprio non sbarcano.

La libertà come non-scelta

Nella tradizione Occidentale, o in gran parte di essa, si insiste sulla necessità della “scelta”. Gli ignavi di Dante, Aut-Aut di Søren Kierkegaard e molta parte del pensiero positivista, marxismo compreso, nei suoi aspetti inevitabili e meccanicistici.

Per molti sembra che il motore della storia si incarni in una scelta netta tra due corni di un’alternativa  – se non ci fosse Hegel a dirci che lo sviluppo storico è immanente alla logica e allo spirito della storia stessa visione di cui c’è traccia anche nel pensiero marxista in tutte quelle “necessità” che la storia dell’uomo stessa ci indica.

Nel pensiero cattolico, diversamente da quello buddhista, la scelta è secca tra bene e male, un bene e un male metatemporali e metastorici. Validi allora e per sempre. Intoccabili. Dogmatici.

Naturalmente sto parlando di scelte ontiche e ontologiche e non certo di scelte della quaotidianità come fermarsi con il semaforo rosso e ripartire con quello verde. La zona gialla semaforica è solo l’intimazione ultimativa alla scelta.

Non di rado la scelta diventa totale dedizione  – ad una causa, ad un capo ad un’idea o ad una ideologia- se non addirittura fanatismo.

Sarà Theodor Adorno, filosofo, musicista e musicofilo della Scuola di Francoforte ad affermare che “la libertà non consiste nella scelta ma nell’evitare la scelta”.

Dalla parte di tutti e di nessuno.

Né capo né servo.

Né ricco né povero.

Né cattolico né ateo.

Né partigiano né qualunquista.

(in foto Theodor Adorno)

Aiutiamoli a casa loro

Per impedire o rendere fisiologico i flussi migratori spesso alcuni hanno detto, ma senza crederci troppo, “aiutiamoli a casa loro”.

Ieri ho sentito il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump con il quale anche con lui da “anarco-dadaista” non ho nulla da condividere che nel caso della bimba con la mamma (il mio inglese è modesto e non ci giurerei di aver capito bene) che dopo essersi attivato per 20 giorni non era possibile una accoglienza clandestina. E’ il medesimo discorso di molti Capi di Stato o Ministri. Difficile dire che questo ragionamento possa stare in piedi o meno, ma il “problema” esiste e sarà davvero importante nei prossimi anni e decenni. Nessun Muro e nessuna frontiera può fermare la Storia. Ha provato anche l’URSS a piegare le leggi dell’economia e della Storia ma ha fallito nella più bieca povertà, dove anche il burro o il latte, erano introvabili.

L’astio contro di noi Occidentali aumenta di ora in ora fino all’odio puro e senza senso delle Due Torri o di ciechi attacchi dell’ISIS su cittadini che passeggiano con i bimbi.

La natalità in Occidente è a zero se non negativa. Un popolo ormai di anziani e i giovani cercano lavoro dove possono e l’emigrazione italiana e anche veneta ha raggiunto quasi a pareggiare quella islamica.

Puttin rende l’omosessualità fuori legge fino alla maggiore età per cercare di stimolare le nascite. Follia.

Certo, non è uno scenari prossimo, ma nemmeno con tempi geologici.

Aiutarli a casa loro, ma aiutarli davvero senza fare propaganda, forse è anche più economico di Centri di Accoglienza che sono solo un buon affare per cooperative già ampiamente inquisite anche con collegamenti mafiosi o l’estrema destra di Carminati.

Già alcune Regioni italiane, analogamente, hanno capito che aiutare i malati a casa loro costa meno di un cronicario.

E quando l’economia diventa anche risorsa per la vita e la qualità per la vita allora rifonda se stessa e il suo senso di esistere originario.

L’economia nasce come conciliazione tra denaro e qualità della vita. Oggi è solo ragioneria che conta entrate e uscite con i risultati economici che tutti vediamo.

Occidente, dove tramonta (il Sole)

Sull’ Europa leggo di tutto e tutte proposte in assoluta buona fede quanto di un assoluto senso di impotenza. Predomina l’idea di cambiarla, ma nessuno fa una proposta concreta in termini geopolitici, economici e di forma costituzionale. Alcuni dicono che grazie all’Europa hanno visto un buco nero. Tutti consapevoli che ormai l’Europa è una strada senza ritorno e che la “Federazione Europea” è stato solo un buon affare per ricapitalizzare gratis le banche. Altri da Londra dicono che sta crollando tutto… A me non pare che i cittadini londinesi stiano crollando… Hanno capito che gattopardiano che “tutto cambia per restare sempre uguale” è l’unica regola importante. E lo hanno capito anche gli ingenui anarchici come me, figli di un Nestor Machno trucidato con la sua intera comunità in Ucraina proprio da Stalin. Ma nella vita bisogna avere un Sogno per arrivare a far notte  – anche se è un sogno ingenuo e adolescenziale.

Il destino dell’Europa credo (credo) sia proprio nel suo tramonto verso Occidente.

L’Europa può solo fare un salto enorme, ma non credo abbia alternative. Abbiamo sempre cercato, con decine o centinaia di guerre e da ultimo con due Guerre Mondiali, il dominio, la forza, l’imposizione, il primato della nostra civiltà sugli altri popoli. Ma l’esito di questa nostro volontà di dominio, o “volontà di potenza” come direbbe Nietzsche, è stato esattamente contrario. Flussi sempre più importanti di “barbari” arrivano da noi e analogamente al Muro di Berlino del ’61 dobbiamo difenderci con nuovi muri come l’Ungheria o in modo spietato con un ping-pong di barconi che prima o poi dobbiamo accogliere. Sullo sfondo il fanatismo arabo dell’ISIS come punta armata di un mondo arabo il quale ci vede con sempre maggiore ostilità. Resiste solo Israele ma perché lo vuole la lobby ebraica in USA. E il Presidente Trump non può che sostenere, forse anche controvoglia, l’ultimo baluardo occidentale di difesa.

Regaliamo tutto alla Cina pur di restare a galla ancora per un po’ alla Barra di comando, ma i nuovi Paesi emergenti tra non molto dislocheranno le loro fabbriche in Europa infilandoci in garage a cucire cloni italiani venduti a buon prezzo in Cina. Scenario estremo, ma possibile.

L’Europa potrà reagire nel solito modo cioè con armi micidiali che solo noi abbiamo. Questa però sarebbe una guerra “escatologica”.

L’Europa può invece trovare proprio nel suo declino verso il tramonto quello che non è mai stata, cioè non più il dominio con le armi ma il nuovo motore storico fatto di “relazioni con l’altro”. Essere un crocevia di popoli e nazioni ai quali dare la più alta forma culturale sino ad ora mai esistita altrove nel mondo. Una civiltà che ha superato recinti e steccati di pregiudizi culturali soprattutto nei diritti civili come le donne e i gay, giusto per fare un esempio, dove in altre culture hanno ancora il carcere o la Forca. Solo una “supereuropa”, una “oltre europa” può fare il salto e svuotarci dalla “volontà di potenza” che oggi non potrebbe più reggere  – i riferimenti a Nietzsche mi sembrano evidenti.

E magari, chissà, arrivare alla punta più alta della storia dell’uomo cioè di realizzare che siamo “gettati nel mondo” e che siamo “Esserci per la morte” come direbbe Heidegger. Ovvero superare e assumere come “naturale” l’angoscia della morte causa di tutti i nostri mali e della nostra infelicità.

Non è una sfida di poco conto, ma è l’unica reale in cui da subito l’Europa può ritrovare di nuovo la sua centralità.

Certo, possiamo ancora trascinarci avanti, e forse per alcuni anni, con conti, bilanci, direttive, austerità e una falsa e ipocrita unità, ma prima o poi dovremo chiudere un capitolo glorioso, ma aprirne un altro di ancora più glorioso e che non sia crescita economica ma progresso umano.

παραβολές και καταστροφές

 

Cambiare politici o cambiare politica?

La macchina elettorale sembra già patita. Come sempre le solite accuse incrociate. Il Partito Democratico ovvero una rivisitazione, ma con leader diversi, dei Dorotei della DC accusa il Governo attuale che adesso la recessione la dobbiamo pagare noi. Il Governo di Di Maio e Salvini, accusano il PD di aver eredito una situazione disastrosa. Chissà… forse hanno ragione entrambi, ma forse il punto non è il battibeccare sui Banchi del Parlamento in recriminazioni  – anche perché ad ogni tornata elettorale è SEMPRE così.

Ho guardato la lista dei Ministri del Governo Conte. Non conosco nessuno. Posso solo dire con ampi margini di ragionevolezza di questi Ministri e di quelli che li hanno preceduti che hanno le mani “sporche di sangue”  – parlo in senso politico e non criminale.

Tutti Ministri che si svegliano al mattino con una responsabilità enorme di vite umane che io non mi sognerei mai di averne il coraggio. Un loro Decreto o Legge si ripercuote su milioni di famiglie, padre, madre e figli costretti alla meno peggio di arrivare a fine mese. E se i soldi non bastano le tensioni non di rado diventano un disagio anche in forma violenta. E’ una “microviolenza” ma pur sempre sulla soglia della vera violenza.

Prendiamo un Ministro a caso. Non ho idea chi sia, ma è un esempio. Il Ministro delle Infrastrutture, o della Scuola. Dal risveglio del mattino fino alla sera prima di coricarsi quanti morti ha nella coscienza? Molti. Ne è consapevole? Non credo. Ne è la causa? In parte sì, anche se involontaria anche se ha fatte delle leggi che puntano al risparmio economico e ad una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica.

Non avrei mai il coraggio di fare il Ministro.

Nell’esempio dei due Dicasteri, morti sul lavoro o invalidi del lavoro permanenti. Nel caso della scuola il disagio giovanile dei cosiddetti “suicidi casuali” in un sistema scolastico che non forma la persona rimandando poi all’università un vero mestiere, ma molto spesso punitivo, di pagelle, pagelline, assenze e genitori che sgambettano su e giù a porre rimedio o fare peggio perché sono gli stessi genitori di quelle famiglie disagiate che non possono occuparsi di pedagogia o psicologia, ma solo “sedare” i figli con un Tablet o una PlayStation. Gioventù bruciata (?).

Se questi Ministri, o quelli che verranno dopo di loro o quelli che sono venuti prima non maturano la consapevolezza- come del resto l’intero Parlamento –  che la loro azione politica ha un impatto diretto o indiretto su milioni di persone, la loro qualità della vita, la loro serenità, il loro futuro è inutile votare e cambiare lista dei Ministri. Sarebbe la stessa cosa. Si sono assunti importanti “responsabilità” non di Governo ma sulla vita di milioni di persone. Ne abbiano consapevolezza che la “Casta” non è tale per pochi soldi in più che nel Bilancio dello Stato incide del 2% ma perché hanno ridotto il Parlamento in un bivacco e che il potere che hanno è utile a compensare le loro fragilità personalità e non quelle degli italiani. Il “potere non logora” mai se diventa un ansiolitico o un antidepressivo per tirare notte. Come tutti noi, ma io al mattino sono responsabile di un ristretto gruppo di amici e di averne Cura di loro.

Non vi è dubbio che muoversi in uno stagno si provocano delle inevitabili onde, ma almeno la prudenza la cautela che le onde dello stagno (putride) non travolgano persone già esauste dai tempi che hanno rovesciato il Mondo.

Perché elezioni anticipate? Per un pugno di voti in più o in meno e i soliti Ministri “irresponsabili”?

Questi, questi Ministri, vanno benissimo se cambiano gli occhiali con lenti deformate e iniziano a vedere il loro mandato non come “privilegio” ma come enorme “responsabilità”.

Questi Ministri eccetto il Ministro dell’Interno Matteo Salvini che stra trascinando giù non solo il Governo di Conte, ma l’intero Paese. Un Ministro dell’Interno che per natura deve garantire l’Ordine pubblico è il più inquisito e processato da metà magistratura.

Il desiderio puro e il desiderio etico

Le forme del desiderio sono moltissime e il desiderio sessuale è una delle tante forme in cui si esprime il desiderio. Come spesso accade per un fatto di “economia mentale” (E. Mach) non possiamo ogni giorno chiederci quale delle forme vogliamo esprimere e quindi il desiderio sessuale è diventata la forma principale.

Una delle tante forme è anche quella del desiderio di morte che per molti analisti è anche espressa come “desiderio puro”. Finiamo il ragionamento senza cedere a conclusioni affrettate cercando anche di vedere se si tratta davvero di un desiderio puro.

Antigone ma potremo esemplificare con altre figure meno epiche.

Ha davanti a sé due scelte: quella del suo desiderio cioè di dare sepoltura al fratello sapendo che andando contro le Leggi della città sarà sepolta viva, oppure osservare le Leggi della città, non dare sepoltura al fratello ma restare in vita. Ascolta il suo vero desiderio cioè quello di dare sepoltura a Polinice  -che il Re aveva dichiarato traditore e quindi non degno di sepoltura –  andando incontro alla sua morte. In Antigone non c’è nessuna mediazione. O il desiderio o le Leggi, o la sua morte o la negazione del suo desiderio. Il desiderio diventa “puro” perché non è desiderio dell’altro, ma il desiderio in sé. Sto parlando di un caso limite e di una eroina greca. Spesso solo spingendo e forzando il ragionamento fino alle sue conseguenze estreme riusciamo ad ottenere un qualche risultato.

Potrei fare mille ragionamenti sulla capacità di mediazione o sintesi tra le due polarità, ma porterebbero solo fuori strada l’intero ragionamento.

Possiamo attribuire delle colpe ad Antigone per aver seguito solo il suo desiderio? Sembra di no e gli analisti stessi spesso incoraggiano di seguire il nostro vero desiderio. L’analista cerca di spogliare nel paziente tutte le “sovrastrutture” culturali, sociali e per arrivare a far emergere il desiderio vero, ma la psicanalisi  -direbbe Lacan-  Non è una “religione del desiderio” e non lo è per almeno due motivi. Il primo per l’impossibilità ontologica di esprimere del tutto il desiderio e il secondo perché il desideri privo di etica diventa angoscia, perdita, lutto.

La psicanalisi incoraggia il nostro desiderio, ma affinché non sia un desiderio che si perda nell’impossibilità di realizzarsi pienamente o non scivoli nella compulsione ci avverte che deve avere un legame etico non solo nella struttura bene/male ma soprattutto nella struttura di un’azione (l’etica inerisce l’azione) che permetta al desiderio di potersi esprimere fin dove è possibile, goderne della possibilità anche se non “pura” ma orientato verso la sua massima espressione senza perdersi nell’ossessione, nella compulsione, nell’angoscia o nel nichilismo.

Il desiderio che si esprime solo come desiderio, posto che sia possibile, è destinato alla sconfitta. A nuocere. All’angoscia. A lasciare quell’amarezza in bocca al mattino che è perdita e impossibilità del desiderio. A diventare senso di colpa. A porsi mille domande. Mille dubbi. Un Antigone moderna che non ha né realizzato il proprio desiderio né seguito le Leggi di Creonte.

Un desiderio che non può essere  – né vicinanza né distacco.