Portogallo: una sinistra che ha funzionato

Si svolgono oggi le elezioni politiche in Portogallo. I sondaggi danno il Partido Socialista (Ps), al 37% e dove il dubbio, salvo sorprese dell’ultima ora, è solo quello se le urne regaleranno al premier António Costa la maggioranza assoluta dei seggi oppure no. Bene tutto sommato anche le sinistre radicali. Il Bloco de Esquerda potrebbe ottenere il 10%, in linea con i risultati ottenuti nelle legislative del 2015 e la Coligação Democrática Unitária (Cdu, alleanza tra i verdi e i comunisti del Pcp) l’8%.

L’unità delle sinistre, ben organizzata da Antònio Costa ha in 4 anni portato il Paese alla stabilità, con la crescita oltre la media europea e la disoccupazione al minimo. La vittoria del premier Costa sembra scontata.

E’ quella unità delle sinistre di cui molto ha insistito Palmiro Togliatti in Italia fondatore del quotidiano l’Unità. Nel famoso discorso a Salerno nel 1956 Togliatti esortava non solo l’unità di tutta la sinistra, ma anche un’unità tra comunisti e cattolici vedendo in questa unità motivi di condivisione e radici popolari comuni.

L’unità delle sinistre in Europa è sempre stata un problema decisivo e già le divisioni si ebbero in seno alla Conferenza di Zimmerwald durante la Prima Guerra per non parlare della rottura in due tronconi in Italia del PSI tra interventisti e neutralisti.

Il Pd in meno di un anno ha già avuto due diaspore: quella di LeU e Italia Viva. Scissioni con radici dubbie e divisioni su virgole o personalismi proprio in un momento in cui in tutta Europa avanza una destra neofascista e neonazista in tutti i Paesi.